Gli Application Services al centro della trasformazione digitale

Type: News
Published: 05/02/2019
F5 Networks ha presentato i dati relativi al report State of Application Services (SOAS), oramai giunto alla quinta edizione. Si tratta di una ricerca condotta di anno in anno a livello globale relativa ai servizi applicativi volta a comprendere l’evoluzione dello scenario che tende sempre più verso l’automazione, con il cloud al centro e una sempre maggiore ricettività rispetto all’innovazione del business basata sulle tecnologie digitali. Il report evidenzia, inoltre, quali siano le più recenti sfide operative e di sicurezza associate a tali cambiamenti. Secondo il report Soas, le aziende e le realtà EMEA ritengono la trasformazione digitale un importante fattore strategico da affrontare con impegno. Circa il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver intrapreso il cambiamento, rispetto al 68% delle aziende di altre Regioni.

Le organizzazioni sono più propense ad abilitare applicazioni per i client mobile (40% rispetto al 36% degli altri Paesi). Il 41% degli intervistati in Europa ha aggiunto che è proprio l’impulso a sfruttare la trasformazione digitale a indirizzarli verso l’esplorazione di nuove architetture applicative, come la containerizzazione e i microservizi. Anche in altri ambiti, le aziende EMEA dimostrano una forte attenzione all’ottimizzazione IT: è questo un fattore chiave per il 72% degli intervistati (nelle altre regioni è il 69%). Tra gli ulteriori benefici legati alla trasformazione digitale indicati dagli intervistati troviamo l’ottimizzazione dei processi aziendali (58%) e una maggiore produttività dei dipendenti (53%).

I servizi più diffusi riguardano la sicurezza e i firewall
Tentiamo un’analisi ambito per ambito sulla scorta del report di F5. I servizi applicativi attualmente più diffusi in Emea sono i firewall di rete (89%), la gestione delle identità e degli accessi via SSL VPN (87%), gli antivirus (87%), la sicurezza IPS/IDS (76%) e la gestione delle identità e degli accessi utilizzando i controlli di accesso alle applicazioni (74%).
Mentre l’Europa è in linea con l’atteggiamento globale nei confronti della criticità dei servizi di sicurezza – definendoli come: “la cosa peggiore da trascurare quando si effettua il deployment di un’applicazione” – in genere EMEA è più focalizzata sulla disponibilità del servizio (25%) rispetto ad altre Regioni (20%), mostrando anche una preoccupazione minore rispetto a prestazioni e mobilità. Guardando al futuro, le principali implementazioni dei servizi applicativi pianificate dalle aziende europee comprendono i gateway IoT (38%), la tecnologia DNSSEC (34%), i gateway Http/2 (32%), i gateway Sdn (30%) e le tecnologie di service mesh (29%). Il report Soas suggerisce che l’inclusione di soluzioni di service mesh dimostri come le scelte tecnologiche siano sempre più guidate da un interesse crescente per lo sviluppo moderno di applicazioni, ambienti cloud e architetture a micro-servizi.
A livello applicativo i problemi di sicurezza sembrano essere il principale ostacolo per le organizzazioni che attualmente non hanno in programma di fornire app nel cloud pubblico. La più grande sfida multi-cloud identificata in EMEA, infatti, riguarda le minacce esistenti ed emergenti (40%), seguita dalla conformità normativa (31%) e dall’applicazione di policy di sicurezza coerenti rispetto alle app di tutta l’azienda (30%).
In generale, gli intervistati in EMEA si mostrano scettici sulla capacità di proteggere le applicazioni off-premise. Più di un terzo (35%) ha indicato una “scarsa fiducia” nella possibilità di resistere a un attacco a livello dell’applicazione in tutti e tre gli scenari off-premise: applicazioni SaaS, cloud pubblico e data center in co-location.

Ancora una volta, i regimi normativi e l’attenzione alla privacy dei consumatori, più severi in Europa, portano a una maggiore resistenza rispetto al cloud pubblico.

L’importanza di DevOps
In Europa, il 62% delle aziende ritiene che l’approccio “digital-first” stia profondamente modificando il mondo in cui vengono sviluppate le applicazioni; della stessa opinione il 51% degli intervistati negli altri Paesi del mondo.
Per le aziende europee questo dato è positivo e ne consegue il fatto che il 46% di esse segnali cambiamenti positivi per quanto riguarda le modalità di erogazione delle App su ambienti di produzione, inclusi miglioramenti operativi consistenti come la capacità di rilasciare nuove versioni dell’App con maggiore frequenza. Sono la ricerca di velocità e maggiore innovazione a portare verso un’adozione sempre più estesa del DevOps da parte delle aziende, non più solo come early adopter a vantaggio della differenziazione strategica, ma come metodologia in grado di svolgere un ruolo importante nell’influenzare le operazioni di business. Il 63% delle aziende in EMEA implementa però l’automazione e l’orchestrazione dei propri sistemi e processi IT ed è questa un’idicazione forte del cambiamento in atto (con una differenza rispetto ad altri Paesi che si fermano al 61%). L’automazione dei processi di sviluppo e deployment diventa quindi un aspetto vitale per la capacità di un’organizzazione di stare al passo con il rapido tasso di cambiamento richiesto dalle applicazioni che si interfacciano con il mondo del web. In EMEA ecco gli attori principali in questo comparto: Cisco (52%), VMware (53%), OpenStack (33%) con un mix di altre soluzioni coltivate in ambito open source (27%). In questo contesto, quelli preferiti dai DevOps, come Jenkins (21%) e GitHub Enterprise (16%), sono sempre più popolari. Complessivamente automazione e orchestrazione in Emea sono gestite dagli script Python (59%), Ansible (52%), Puppet (27%) e GitHub Enterprise (27%).

Soas, quali gli ambiti strategici nei prossimi anni?
I trend svelati dal report indicano poi in modo abbastanza definito quali gli ambiti strategici nei prossimi anni: abbiamo parlato di DevOps ma l’implementazione del cloud pubblico (48%  degli intervistati), il networking software-defined (47%) e l’analisi delle minacce in tempo reale (43%).
È interessante notare come la Regione EMEA si differenzi da Nord e Sud America e Asia-Pacifico, perché l’analisi dei Big Data (41%) non è stata inserita tra le prime tre priorità; la ragione principale è probabilmente l’entrata in vigore del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE e la conseguente cautela dal punto di vista dell’estrazione dei dati.

Per quanto riguarda il cloud, un intervistato su due (poco meno) prende le proprie decisioni sul cloud basandosi sull’ambiente più adatto per ogni diversa applicazione, un trend destinato a crescere e ricevere un ulteriore impulso con l’adozione diffusa degli ambienti multi-cloud. Soprattutto, il 42% delle aziende europee ha dichiarato di utilizzare da due a sei fornitori di servizi cloud contemporaneamente (percentuale ben al di sotto della media degli altri Paesi del mondo – 53%). L’11% utilizza da sette a dieci fornitori e il 4% da 11 a 20. Più di un quarto di tutte le aziende EMEA (28%) sceglie di evitare il cloud in qualsiasi forma, ad eccezione del SaaS.
 



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